di Paolo Giannini
Addio a Carlo Petrini, un grande italiano: il padre di Terra Madre, Orto Africano, Slow Food…
Non volle diventare ingegnere meccanico, come la madre verduraia e il padre desideravano. Non era ciò che desiderava. Trento e il professor Franco Ferrarotti lo attendevano, divenne allievo di un cosi importante sociologo, che fu trasferito da Roma (Università la Sapienza ) dove possedeva una prestigiosa cattedra, incaricato di aprirne una nuova in lontana provincia. La sociologia deve essere più remota possibile, ritenuta nociva dal potere, essa crea problemi. Studi sociali influenzano con proteste e discussioni, il popolo con aperture di proteste ai loro quadri sociali.
Petrini ebbe in quelle aule un commilitone poco raccomandabile, quello che poi divenne terrorista: Renato Curcio, fondatore delle Brigate Rosse. Questo lo cito per mia curiosità. Petrini di cultura socialista critica, divenne poi giornalista, fondando il visionario (MOVIMENTO di UNITA’PROLETARIA), cosi iniziava il suo percorso intellettuale.
Poi redattore del Manifesto, Repubblica, Corriere della Sera e il Fatto Quotidiano. Orientato sempre sui fenomeni social, le differenze economiche e la sopravvivenza di culture sempre più abbandonate, depredate delle loro risorse naturali per il cibo. Fondando una associazione denominata TERRA MADRE poi SLOW FOOD, istituzione riconosciuta dalla FAO, per dare voce e visibilità ai contadini, pescatori, allevatori; consentire ai lavoratori condizioni migliori e naturali con arte, proponendo al mondo cibo e dignità accademica.
Con i primi suoi saggi (LE RAGIONI DEL GUSTO e BUONO, GIUSTO, PULITO) creando anche visioni mondiali politiche sul cibo, divenuta ormai materia delle sue idee, creò il progetto ORTI AFRICANI. Ripropose nei tavoli scomparse ricette misere contadine come PAN COTTO e tanti altri storici cibi popolari, ormai scaraventati nella indifferenza del consumo. Con SLOOW FOOD ha ricercato le osterie ancora esistenti con le loro storiche antropologiche caratteristiche.
Fonda nella sua terra Pollenzo (comune di Bra, piemonte) la UNIVERSITA’ delle SCIENZE GASTRONOMICHE, ospitando studenti di cento nazioni, organizzato SALONE del GUSTO in tutto il mondo. Aveva programmato accoglier nella sua università corsi specializzati da poter ben inserire in Italia figli di extra-comunitari, da poterli inserire nella nostra vera cultura del vivere e gastronomica. Premiato in tutto il mondo con immensi dottorati e riconoscenze. Ritenuto coraggioso filosofo, capace di fare ciò che dovrebbe dovuto fare il potere. Ha incentivato attuali scrittori sulla cultura del cibo. Al suo amico PAPA FRANCESCO mandava i CAPPELLETTI e la PIADINA. A Ravenna, città amata per presentare i suoi libri, e per incontrare ospiti importanti, RE Carlo d’INGHILTERRA era uno di loro. Questo coraggioso immortale, con semplicità e simpatia, lascia a noi una importante eredità. Rivolgendosi a noi ci pregava nel conoscere sempre di più altri popoli, le loro abitudini, la cultura culinaria e loro storia. Consigliava a noi discepoli di leggere anche storici saggi dedicati al cibo, nominandoci colossi della letteratura come: Feuerbach, Marc Bloch, Marcel Proust e tanti altri; di Alexandre Dumas leggere non solo romanzi diceva, ma soprattutto il testamento di cucina: DIZIONARIO GASTRONOMICO, citantandone solo alcuni. Mi limito nel raccogliere con questo articolo alcune notizie e esperienze vissute con (TERRA MADRE) ai tempi del mio lavoro e la mia professione. MECENATE PETRINI, hai con la tua umanità, le brillanti idee politiche, con gli studi sui popoli, del loro modo di alimentarsi, ci hai uniti anche con i meno fortunati e lontani da noi, le nostre forme di alimentazione, la nostra agraria, la nostra società empirica e colta, in casa UNESCO, solo al NOSTRO CIBO è stata spalancata la porta. Tuteleremo, ciò di così grande che hai regalato alla nostra ITALIA? Al tuo paese e nel tuo immenso lavoro per noi era solo CARLIN. GRAZIE.











