di Hossein Fayaz Torshizi*
Morciano 2026 tra incompatibilità, opere incompiute e futuro della città.
Nel Consiglio comunale del 30 luglio 2025 è emersa una questione rilevante per la vita amministrativa di Morciano: l’incompatibilità dell’architetto e vicesindaco Andrea Agostini, legata alla sua attività professionale svolta nello stesso territorio in cui ricopre un incarico pubblico.
Durante la seduta, l’allora amministrazione ha difeso la compatibilità della posizione, mentre alcuni consiglieri della maggioranza hanno sollevato formalmente il problema. La normativa di riferimento, l’art. 78 del Testo unico degli enti locali (D.Lgs. 267/2000), stabilisce che i componenti della giunta con deleghe in materia di urbanistica, edilizia e lavori pubblici devono astenersi dall’esercitare attività professionale negli stessi ambiti all’interno del territorio amministrato. Tale principio, volto a evitare conflitti di interessi, riguarda anche il sindaco, in quanto responsabile dell’amministrazione comunale.
La vicenda ha riportato al centro dell’attenzione il tema della trasparenza e del rispetto delle regole nella gestione della cosa pubblica. Allo stesso tempo, ha riacceso il dibattito sull’operato delle amministrazioni degli ultimi anni.
Tra le principali criticità segnalate vi sono i ritardi nelle opere pubbliche, in particolare la nuova biblioteca comunale, prevista nell’ambito del progetto di riqualificazione dell’area Ghigi e non ancora completata a distanza di anni. Nel frattempo, il centro urbano ha visto importanti trasformazioni, tra cui l’apertura del centro commerciale Conad nell’area dell’ex stabilimento Ghigi, con conseguenze in termini di traffico e impatto ambientale.
A ciò si aggiungono fenomeni come l’aumento della cementificazione, la riduzione degli spazi disponibili e le difficoltà legate ai servizi, tra cui parcheggi, sicurezza e qualità dell’ambiente urbano. Un insieme di elementi che, secondo diversi osservatori, richiede una riflessione complessiva sulle scelte amministrative compiute negli ultimi mandati.
In vista delle elezioni comunali del 24 e 25 maggio, il tema della partecipazione dei cittadini assume un ruolo centrale. La possibilità di prevenire situazioni di incompatibilità e di migliorare la qualità dell’amministrazione passa anche attraverso un maggiore coinvolgimento civico e una più attenta selezione della classe dirigente.
La normativa prevede, inoltre, strumenti di tutela nel caso in cui vengano eletti amministratori in condizioni di ineleggibilità o incompatibilità. In base all’art. 70 del TUEL, infatti, ogni cittadino o soggetto interessato può promuovere un’azione davanti al Tribunale civile per far accertare tali condizioni e ottenere la decadenza dell’eletto.
Accanto a questi aspetti, emerge l’esigenza di definire priorità concrete per il futuro della città: maggiore trasparenza amministrativa, contenimento del consumo di suolo, miglioramento dei servizi pubblici e completamento delle opere già avviate. Tra le proposte più discusse figurano anche la riforma degli strumenti di partecipazione, come i referendum comunali, e il rafforzamento della sanità territoriale.
Il prossimo appuntamento elettorale rappresenta quindi un passaggio importante per Morciano. Le scelte dei cittadini saranno decisive per delineare un nuovo equilibrio tra sviluppo urbano, qualità della vita e rispetto delle regole, elementi fondamentali per il buon funzionamento di ogni comunità locale.
*Comitato per la Difesa dei Diritti del Cittadino












