Pesaro. La Consulta della Sostenibilità di Pesaro esprime solidarietà a Roberto Malini e Lisetta Sperindei e rilancia la necessità di una “metamorfosi possibile” per l’area Fox e la zona industriale di via Jesi.
Durante l’incontro del Tavolo dell’Urbanistica dedicato al nuovo PUG, cittadini, tecnici e attivisti hanno discusso il futuro dell’area della Tombaccia, fra rigenerazione urbana, tutela ambientale, salute pubblica e opposizione al progetto GNL.
Si è tenuta ieri sera, lunedì 4 maggio, dalle ore 21 fino a mezzanotte, presso la Sala Braille di Baia Flaminia, la riunione della Consulta della Sostenibilità del Comune di Pesaro, nell’ambito del Tavolo dell’Urbanistica, dedicata al tema: “Area Fox e zona industriale di via Jesi, una metamorfosi possibile nella prospettiva del nuovo Piano Urbanistico Generale”.
L’incontro, annunciato anche dalla stampa locale come momento di confronto su una delle aree più delicate e discusse della città, ha affrontato il futuro dell’area Fox Petroli e della zona industriale della Tombaccia non come semplice questione urbanistica, ma come nodo complesso in cui si intrecciano ambiente, salute pubblica, sicurezza, rigenerazione urbana, diritto alla partecipazione e nuovo assetto della città nel quadro del PUG, il Piano Urbanistico Generale.
In apertura dei lavori, la Consulta ha espresso formalmente la propria solidarietà a Roberto Malini e Lisetta Sperindei, difensori dei diritti umani e dell’ambiente, impegnati da tempo nella difesa della città di Pesaro, del quartiere Tombaccia e dei cittadini che vivono a poca distanza dal sito Fox Petroli. Malini e Sperindei sono attualmente chiamati a difendersi in sede civile dalla causa intentata da Fox Petroli S.p.A., con richiesta di due milioni di euro per presunti danni d’immagine, e risultano destinatari anche di un’azione in sede penale per diffamazione.
La vicenda è stata definita dagli attivisti e da autorevoli realtà nazionali e internazionali come una SLAPP, acronimo di Strategic Lawsuit Against Public Participation, cioè un’azione legale strategica contro la partecipazione pubblica. Con questo termine si indicano procedimenti giudiziari, spesso promossi da soggetti economicamente o istituzionalmente più forti, finalizzati non tanto alla tutela effettiva di un diritto leso, quanto a scoraggiare, intimidire o logorare economicamente cittadini, giornalisti, comitati, ricercatori e difensori dell’ambiente che intervengono su questioni di interesse pubblico.
Gli attivisti sono stati ringraziati e applauditi per il loro impegno a difesa della città, del suo fragile equilibrio ambientale, della salute e della sicurezza dei cittadini, minacciati dall’ipotesi di realizzazione di un impianto di GNL, gas naturale liquefatto, nell’area della Tombaccia. La solidarietà della Consulta segue quella espressa da Legambiente in una lettera inviata ai due attivisti a firma della presidenza nazionale. Il GNL è metano portato allo stato liquido mediante raffreddamento a temperature estremamente basse, intorno a –162 °C, per consentirne stoccaggio e trasporto. Proprio la natura dell’impianto, il traffico di autocisterne, la vicinanza all’abitato, la presenza del fiume Foglia e il contesto idrogeologico dell’area rendono, secondo i comitati, indispensabile l’applicazione rigorosa del principio di precauzione.
Nel corso dell’incontro è stato ricordato il lungo lavoro civile, tecnico e giuridico svolto negli ultimi mesi da cittadini, comitati e attivisti per evidenziare l’inadeguatezza del progetto GNL, la sua pericolosità e la necessità di verifiche ambientali realmente approfondite. Un impegno che ha riguardato la sicurezza industriale, la tutela della salute, la difesa dell’ambiente, la prossimità dell’area agli insediamenti abitativi e la richiesta di piena trasparenza sugli atti amministrativi e tecnici.
Fra gli elementi più rilevanti emersi nel dibattito pubblico recente vi è la questione dei serbatoi interrati obsoleti presenti nell’area Fox Petroli, fermi da oltre vent’anni e considerati, nelle valutazioni richiamate da ARPAM e recepite dal Comune di Pesaro nella comunicazione di avvio del procedimento, come rifiuti da rimuovere ai sensi della normativa ambientale. La permanenza nel sottosuolo di strutture destinate in passato allo stoccaggio di prodotti petroliferi è ritenuta un potenziale fattore di rischio, in particolare per suolo, sottosuolo e acque sotterranee. Si attende ora l’ordinanza comunale o l’atto conseguente che dia effettivo avvio alle operazioni di rimozione e alle necessarie indagini ambientali.
Malini e Sperindei hanno ringraziato la Consulta per la solidarietà espressa e hanno confermato che continueranno a impegnarsi, insieme al Comitato PESARO: NO GNL, per la difesa della Tombaccia, dei suoi abitanti e dell’intera città. La preoccupazione non riguarda soltanto chi vive a poco più di cento metri dal sito, ma l’intero contesto urbano, che sarebbe esposto, secondo gli attivisti, a un aumento dell’inquinamento dovuto agli impianti e al traffico di autocisterne, oltre che a un incremento del rischio connesso alla movimentazione e allo stoccaggio di una sostanza che richiede condizioni tecniche estremamente delicate.
La serata ha avuto anche un valore propositivo. La Consulta ha posto al centro dell’incontro l’idea di una “metamorfosi possibile” dell’area Fox e della zona industriale di via Jesi, richiamando la necessità di superare la logica della mera conservazione di funzioni industriali potenzialmente incompatibili con il tessuto urbano e di immaginare invece un futuro fondato su rigenerazione, parco fluviale, connessioni verdi, servizi, qualità urbana e restituzione alla cittadinanza di un’area oggi percepita come problematica, ma dotata di grandi potenzialità.
L’incontro si inserisce nella fase di discussione del nuovo Piano Urbanistico Generale del Comune di Pesaro. Il PUG rappresenta lo strumento con cui la città definisce le proprie scelte di lungo periodo in materia di assetto del territorio, rigenerazione urbana, tutela ambientale, mobilità, servizi, limiti alle trasformazioni e qualità della vita. In questo quadro, l’area Fox e la zona industriale della Tombaccia non possono essere considerate un dettaglio tecnico, ma una questione strategica per il futuro urbano, ambientale e sociale di Pesaro.
«L’area della Tombaccia non deve essere condannata a restare una ferita industriale», hanno sottolineato gli attivisti. «Può diventare un laboratorio di rigenerazione, sicurezza, verde urbano e partecipazione democratica. Ma perché questo accada è necessario che si chiuda definitivamente la stagione dei progetti pericolosi e che si apra quella della bonifica, della trasparenza e della restituzione alla città».
Il Comitato PESARO: NO GNL ribadisce che continuerà a seguire tutti i passaggi amministrativi, ambientali e giudiziari riguardanti l’area Fox Petroli, chiedendo alle istituzioni competenti verifiche complete sullo stato del sito, indagini in profondità sul sottosuolo e sulle falde, accesso pubblico agli atti e pieno coinvolgimento della cittadinanza.
La riunione della Consulta della Sostenibilità ha mostrato che attorno all’area Fox non esiste soltanto opposizione, ma anche una visione alternativa. Una città che sceglie di difendere la salute, l’ambiente e la sicurezza può trasformare un’area critica in una risorsa pubblica. È questa la metamorfosi possibile evocata nel corso dell’incontro. Non una formula astratta, ma un percorso concreto di responsabilità, partecipazione, sostenibilità e futuro.










