“Come giovani democratici di Rimini, siamo estremamente felici per il risultato del referendum. La vittoria del “No” rappresenta un segnale politico chiaro e potente, che parla soprattutto attraverso la voce delle nuove generazioni.
I dati mostrano infatti un divario netto: tra i 18 e i 34 anni il “No” supera il 61%, con oltre 20 punti di vantaggio sul “Sì”. Un risultato che non può essere ignorato e che racconta una partecipazione consapevole, informata e determinata delle giovani e dei giovani di questo Paese.
In questo contesto, il lavoro dei Giovani Democratici è stato decisivo. Nonostante la recente costituzione della struttura nazionale, avvenuta solo lo scorso novembre, i GD hanno saputo costruire in pochi mesi una campagna incisiva, moderna e capace di parlare il linguaggio delle nuove generazioni. I contenuti prodotti, diventati spesso virali sui social, hanno contribuito in modo significativo a informare e mobilitare una fascia di elettorato troppo spesso considerata distante dalla politica.
Anche a livello provinciale di Rimini, come GD abbiamo contribuito spingendo molto sulla campagna social fatta di contenuti divulgativi e di vita politica vissuta, ma non solo: siamo stati infatti presenti nei banchetti, nelle piazze a volantinare e anche nel porta a porta, negli imbuchettamenti, sempre a fianco dell’organizzazione provinciale del PD.
Ma soprattutto è stata fondamentale la sinergia con tante realtà della sinistra e del mondo associativo, che hanno condiviso l’obiettivo di difendere valori e diritti, costruendo una mobilitazione ampia e plurale. Allo stesso tempo, la battaglia per il voto fuori sede, che è stata trasversale a tutte queste forze politiche progressiste e che nel PD è partita proprio dai GD nazionali ed è stata gestita poi operativamente dai GD territoriali, come il provinciale di Rimini, dove abbiamo raccolto ben 22 persone a cui abbiamo garantito un diritto che il governo aveva loro negato, ha rappresentato un elemento chiave per garantire la partecipazione di migliaia di studenti e lavoratori, rafforzando ulteriormente il peso del voto giovanile.
Questa vittoria dimostra che quando si creano le condizioni per partecipare, quando si costruiscono strumenti adeguati e si parla con autenticità, le giovani generazioni rispondono. E lo fanno con forza, orientando il futuro del Paese. Ma non solo loro: la società civile e anche chi spesso non si reca alle urne, se sentitamente convinto, si reca alle urne per difendere la nostra Costituzione. Da qui dobbiamo partire per coinvolgere queste energie anche nelle elezioni politiche diverse dal referendum.
Ora è il momento di non disperdere questo patrimonio di partecipazione e consapevolezza. I Giovani Democratici continueranno a essere protagonisti, portando avanti le battaglie per i diritti, il lavoro, la giustizia sociale e la rappresentanza delle nuove generazioni.
Partiremo già questa domenica con il primo incontro di un nuovo format, “Come si fa? Cose utili che nessuno ti spiega”, pensato per fornire informazioni utili e concrete alle ragazze e ai ragazzi del territorio, il primo argomento sarà il servizio civile.
Ciò che chiediamo al PD è di investire sulle nuove generazioni sia sul campo comunicativo, per avvicinare sempre più ragazzi, sia su quello più politico, dando ai giovani la possibilità di mettersi in gioco e poter rappresentare la loro generazione”.
I dati mostrano infatti un divario netto: tra i 18 e i 34 anni il “No” supera il 61%, con oltre 20 punti di vantaggio sul “Sì”. Un risultato che non può essere ignorato e che racconta una partecipazione consapevole, informata e determinata delle giovani e dei giovani di questo Paese.
In questo contesto, il lavoro dei Giovani Democratici è stato decisivo. Nonostante la recente costituzione della struttura nazionale, avvenuta solo lo scorso novembre, i GD hanno saputo costruire in pochi mesi una campagna incisiva, moderna e capace di parlare il linguaggio delle nuove generazioni. I contenuti prodotti, diventati spesso virali sui social, hanno contribuito in modo significativo a informare e mobilitare una fascia di elettorato troppo spesso considerata distante dalla politica.
Anche a livello provinciale di Rimini, come GD abbiamo contribuito spingendo molto sulla campagna social fatta di contenuti divulgativi e di vita politica vissuta, ma non solo: siamo stati infatti presenti nei banchetti, nelle piazze a volantinare e anche nel porta a porta, negli imbuchettamenti, sempre a fianco dell’organizzazione provinciale del PD.
Ma soprattutto è stata fondamentale la sinergia con tante realtà della sinistra e del mondo associativo, che hanno condiviso l’obiettivo di difendere valori e diritti, costruendo una mobilitazione ampia e plurale. Allo stesso tempo, la battaglia per il voto fuori sede, che è stata trasversale a tutte queste forze politiche progressiste e che nel PD è partita proprio dai GD nazionali ed è stata gestita poi operativamente dai GD territoriali, come il provinciale di Rimini, dove abbiamo raccolto ben 22 persone a cui abbiamo garantito un diritto che il governo aveva loro negato, ha rappresentato un elemento chiave per garantire la partecipazione di migliaia di studenti e lavoratori, rafforzando ulteriormente il peso del voto giovanile.
Questa vittoria dimostra che quando si creano le condizioni per partecipare, quando si costruiscono strumenti adeguati e si parla con autenticità, le giovani generazioni rispondono. E lo fanno con forza, orientando il futuro del Paese. Ma non solo loro: la società civile e anche chi spesso non si reca alle urne, se sentitamente convinto, si reca alle urne per difendere la nostra Costituzione. Da qui dobbiamo partire per coinvolgere queste energie anche nelle elezioni politiche diverse dal referendum.
Ora è il momento di non disperdere questo patrimonio di partecipazione e consapevolezza. I Giovani Democratici continueranno a essere protagonisti, portando avanti le battaglie per i diritti, il lavoro, la giustizia sociale e la rappresentanza delle nuove generazioni.
Partiremo già questa domenica con il primo incontro di un nuovo format, “Come si fa? Cose utili che nessuno ti spiega”, pensato per fornire informazioni utili e concrete alle ragazze e ai ragazzi del territorio, il primo argomento sarà il servizio civile.
Ciò che chiediamo al PD è di investire sulle nuove generazioni sia sul campo comunicativo, per avvicinare sempre più ragazzi, sia su quello più politico, dando ai giovani la possibilità di mettersi in gioco e poter rappresentare la loro generazione”.
I segretari Eleonora Martello e René di Martino











