di Gianni Fabbri
Ignazio La Russa, presidente del Senato
Seconda carica dello Stato, e come tale andrebbe rispettato, anche perché, in teoria, potrebbe sostituire Mattarella in caso di un suo infortunio e/o malattia.
Ma… pur avendo giurato sulla Costituzione antifascista nel momento in cui, davanti al Presidente Mattarella, ha formalmente accettato l’incarico, per sua stessa ammissione, conserva il busto di Mussolini sul comodino a fianco al letto.
Inoltre, è figlio di Antonio La Russa, dirigente del Movimento Sociale Italiano (MSI) ai tempi di Giorgio Almirante, nonché Senatore – come si dice: “talis pater, talis filius” -, per cui, fin da giovane ha militato nella destra politica: prima nel Fronte della Gioventù e poi nel Movimento Sociale Italiano (MSI), e… seguendo la trasformazione della destra italiana, è passato per Alleanza Naz.le, presieduta da Gianfranco Fini, e, nel 2012, ha fondato insieme a Giorgia Meloni e Guido Crosetto il Partito Fratelli d’Italia.
Va detto anche che il “Nostro” ha sempre partecipato a quei “simpatici” ritrovi di Forza Nuova, salutando i “camerati” col braccio destro teso.
Né va trascurato che il suo nome completo è esattamente Ignazio Benito Maria La Russa, con il nome “Benito” scelto dal padre come omaggio a Benito Mussolini (!)
Il “Nostro” è noto in Italia non solo per essere il Presidente del Senato, ma anche per la sua voce roca, i toni spesso ironici dei suoi interventi – vedi i commenti per il caso Ranucci/Report, in cui ha concluso, letteralmente: “se lo sostituiscono, potrebbe capitare anche uno peggio di lui” (?!?) -, e, soprattutto, per una forte passione per la storia della Destra politica del Novecento, di cui conserva tutti i cimeli, compreso il busto di Mussolini, ovviamente.
Il “Nostro”, intervenendo a Bari Venerdì 4 settembre, alla manifestazione per la longevità del Governo Meloni (1.413 giorni) ha reso omaggio a Pinuccio Tatarella, considerato il padre della Destra di governo, al molo “Fratelli Tatarella” del porto di Bari, salutandolo con l’appellativo “Camerata” (!)
Nello stesso giorno, sempre a Bari, ha salutato i 1.413 giorni del Governo Meloni, non da Istituzione a Istituzione, come sarebbe stato doveroso, ma da membro del partito Fratelli d’Italia, testualmente:
“La Destra nel nostro Paese si è evoluta al punto tale
che ha saputo conquistare questo primato, molto
simbolico, della durata più lunga, che non è di per sé
il senso della bontà del percorso, ma è un indizio, molto,
molto forte. Ci sarà un motivo se nessun altro governo
è stato così lungo, no?”
Questo è Ignazio Benito Maria La Russa!
Per essere la seconda istituzione della Repubblica Democratica
Italiana, nata dalla Resistenza antifascista, non è male!











